← Nicola Valigi

Competenze

Porto un ragionamento e un'intuizione, e l'intelligenza artificiale li amplifica. Prendo in mano le idee, le sviluppo dirigendo un agente e le consegno come strumenti che qualcuno usa davvero, tutti i giorni.

Mi trovo a mio agio da subito con le applicazioni nuove, e mi appassiona studiarle.

Ho passato dodici anni dentro i documenti di una grande commessa infrastrutturale. Lì ho imparato a riconoscere il collo di bottiglia vero, che di solito non è quello che viene segnalato. Vengo da una formazione artistica, Accademia di Brera e liceo artistico di Novara. Per questo i miei strumenti hanno un'interfaccia pensata e non sembrano un prototipo.

Vibe coding

Costruisco dirigendo Claude Code, e anche Grok e Antigravity con Gemini. Il grosso del lavoro viene prima della generazione. Scrivo le regole del progetto e l'agente è obbligato a seguirle. Ogni decisione di architettura diventa un ADR numerato, una nota che resta e si ritrova. Il ciclo è breve, si chiude sempre con qualcosa pubblicato e con una misura che decide il ciclo successivo.

L'AI esegue in fretta, ma amplifica anche il vuoto. Il valore sta nel sapere cosa chiederle e cosa rifiutare.

Agenti

Con MCP collego il modello agli strumenti veri: file, memoria, servizi. I server MCP li scrivo io. L'agente propone, cerca e prepara le bozze.

Le azioni che toccano CRM, mail o calendario non le fa il modello: le fa il codice, attraverso le API ufficiali. Niente parte senza un «ok» esplicito.

Memoria e conoscenza

Ho costruito una memoria condivisa fra i lavori. Una domanda in italiano ritrova una decisione presa mesi prima, anche in un altro progetto.

Ci entrano note, mail e documenti. Quello che è riservato resta fuori: nel dubbio, non entra.

Automazione

I flussi che si ripetono girano su n8n e su funzioni che partono da sole. Una nota vocale diventa un'azione: il modello la interpreta, il codice la smista verso CRM, mail o calendario. Un messaggio WhatsApp entra nello stesso flusso.

I controlli prima del rilascio sono automatici. Quello che non è automatico non viene controllato.

Dati

Smonto i portali pubblici che non hanno un'API. Trovo l'indirizzo che restituisce i dati veri, scrivo parser che non si rompono se cambia una colonna, estraggo il contenuto dei PDF.

L'archivio sta in SQLite o in Postgres. Sul tavolo arriva il segnale, non l'elenco intero.

Rilascio

Dal prototipo alla produzione: API REST in FastAPI, funzioni serverless su Netlify e Supabase, accese solo quando servono, chiavi sempre lato server e mai nel browser. I proxy, la porta davanti al servizio, accettano solo domini autorizzati e hanno un limite di richieste. Gli accessi sono separati per cliente.

Il sito pubblico si genera dai dati, così vetrina e archivio non divergono. Ogni funzione si usa da interfaccia, da riga di comando e via API.

Mappe

Elenchi di siti, punteggi e mappe confrontabili. Una giornata di controlli a tavolino diventa una mappa, con sotto i dati territoriali e i calcoli geometrici: aree, centroidi, distanze. Le stime di produzione solare vengono da PVGIS.

Interfaccia

Cosa si guarda per primo, come si legge un numero, perché una schermata viene riaperta anche domani. Uso la formazione artistica come una competenza tecnica.

Contrasto, gerarchia, telefono. Le pagine si installano sul telefono come un'app. Prima di pubblicare parte un audit automatico.

Sistemi operativi

Ho installato Linux negli anni in cui era più complesso, e lo uso tutt'oggi. Ho dimestichezza con le macchine virtuali e con i container: su Mac li faccio girare con OrbStack.

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